Lega italiana lotta ai tumori
Sezione di BRESCIA



14. giugno 2016 11:35
di Lorenzo Magno

Smettere di fumare: perché? Come?

14. giugno 2016 11:35 Di Lorenzo Magno | 0 Comments

smettere-fumareChe il fumare faccia male danneggiando polmoni, cuore, apparato vascolare, inducendo tumori e così via è cosa ben nota, da molti decenni.

La conoscenza dei danni tuttavia ha poco effetto sui consumi di tabacco. Le campagne antifumo, gestite da autorità governative, associazioni private, società scientifiche continuano. Il divieto di fumare nei locali pubblici è comparso in Italia nel 2003.. Il Ministero della Salute ha inoltre recentemente introdotto altre limitazioni aggiuntive, in particolare a protezione dei minori.

La legislazione antifumo ha istituito una sorta di proibizionismo, portando alla divisione della popolazione, nei paesi cosiddetti economicamente sviluppati, in due fazioni: i fumatori che si sentono oppressi e maltrattati; i non fumatori che detestano perfino l’odore delle sigarette. Come non essere d’accordo su ogni sforzo che tenda a limitare i danni di un’abitudine così dannosa?

Come tuttavia non confermare un giudizio triste ma verificato in molti campi: i proibizionismi sono poco efficaci.

Il mercato dei farmaci e dei dispositivi “per smettere di fumare” nel quale si sono aggiunte da qualche tempo le “finte sigarette” che fanno inalare nicotina, è fiorente. Sono di recente anche comparse nuove indicazioni farmacologiche antifumo. E’ stata introdotta in Italia la Citisina allo scopo di fornire un nuovo strumento per la disassuefazione dal fumo: pare sia un farmaco efficace, ben tollerato ed accessibile a tutte le fasce di reddito.

Rispetto al 2003 secondo dati ufficiali il numero di fumatori si è ridotto del 6%. Gli epidemiologi affermano che dal 2003 sono diminuiti i ricoveri per infarti del miocardio, ictus, bronco pneumopatie ostruttive croniche. Sono un poco ridotte numericamente le malattie pediatriche provocate dal fumo indiretto. Più difficile valutare una diminuzione dei tumori polmonari: lo vedremo, se ci sarà, nei prossimi dieci anni.

Se si valuta l’effetto dei provvedimenti elencati, si deve convenire su un fatto triste e scoraggiante: rispetto al 2015, nel nostro Paese è rimasta quasi invariata la quota dei consumatori di sigarette. Sono 11,5 milioni, circa il 22% della popolazione, rispetto ai 10,9 milioni (il 20,8%) del 2015.

MediaHandlerI fumatori sono tossicomani e raramente si convincono a modificare la loro abitudine. Succede talvolta di avere a che fare con malati, i quali, terrorizzati smettono di fumare. Naturalmente vi sono eccezioni al pessimismo di chi scrive: qualcuno trova la forza di liberarsi da una schiavitù tossica ed anche costosa.

Non ci si deve arrendere. Le campagne della LILT, i corsi antifumo per adulti condotti con un metodo che impiega psicologi professionisti, devono essere mantenuti con pazienza perché nel tempo si dimostrano utili diffondendo cultura e conoscenza.

Si soprattutto deve spendere più energia per insegnare ai bambini che il fumare è un’attività stupida, sgradevole, pericolosa, che rende brutti, malati, maleodoranti. Solo attraverso la presa di coscienza del fatto che è possibile evitare danni, migliorare la qualità di vita possiamo immaginare un futuro senza sigarette.

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