Prevenzione del tumore al collo dell’utero: il Pap-Test

Feb 5, 2021

Prof.ssa Giuseppina De Petro DMMT-Università di Brescia-Membro del Consiglio Direttivo LILT-BS

 

LILT Brescia si sta impegnando per la prevenzione secondaria del tumore al collo dell’utero, per diminuire l’incidenza di questo tumore nella provincia di Brescia.

Per conoscere il numero dei nuovi casi di questo tumore che si verificano in Italia e nella Regione Lombardia, si può consultare il sito web dell’Associazione Italiana Registri Tumori, AIRTUM https://www.registri-tumori.it/cms/pubblicazioni/i-numeri-del-cancro-italia-2020

Per conoscere il numero dei nuovi casi di questo tumore che si verificano nella provincia di Brescia, si può consultare il sito web di ATS-Brescia https://www.ats-brescia.it/incidenza-e-mortalita-per-tumori

I dati disponibili indicano che nel periodo 1999-2015 si sono verificati 914 casi di tumori alla cervice uterina in tutta la provincia di Brescia; a 5 anni dalla diagnosi, la maggior parte di queste donne, 603, erano vive (66%); ma 311 (34%) erano decedute entro i 5 anni dalla diagnosi, principalmente a causa della malattia tumorale. Nel periodo 1999-2010 la maggior parte dei tumori è stata diagnosticata in una larga fascia di età delle donne, 35-80 anni. Nel periodo considerato 1999-2015 si è osservato un graduale aumento del numero dei casi fino al 2011, poi una graduale diminuzione.

A livello del territorio è stata riscontrata una minore incidenza nell’area urbana e periurbana; maggiore incidenza invece nella zona Nord delle Valli, un cluster spaziale di 29 comuni che hanno fatto registrare un aumento nel periodo 1999-2015. Nel Comune di Brescia si sono registrati 182 casi (pari al 19.9%) nel periodo 1999-2015 con un tasso stabile nel tempo. Un’analisi precisa per quartiere di residenza nel periodo 1999-2015 ha rivelato una distribuzione varia nei quartieri senza cluster significativi.

Nell’ATS di Brescia si verifica un numero relativamente basso di tumori al collo dell’utero, così come in Lombardia e in Italia. Questo è stato reso possibile nel tempo grazie alla prevenzione secondaria realizzata fino ad ora principalmente con il Pap-test. Tante donne si sottopongono al pap-test ogni 2-3 anni, ma non tutte. Affinchè il numero dei casi NON aumenti, anzi diminuisca, è necessario che tutte le donne, giovani e meno giovani, anche le più restie, si sottopongano al Pap-test. Il 2020 sarà ricordato come l’anno della pandemia COVID-19, anno durante il quale tutti, donne e uomini, hanno avuto tante difficoltà, anche quella di non riuscire spesso a sottoporsi a screening oncologici. Il 17 Novembre 2020 però sarà ricordato come una data importante per la salute della donna e la lotta al tumore del collo dell’utero. In questo giorno, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS,WHO) ha lanciato la strategia globale per eliminare questo tumore in tutto il mondo. Pertanto tutti i 194 paesi membri dell’OMS, inclusa l’Italia, si sono impegnati a eliminare questa malattia tumorale

https://www.who.int/news/item/17-11-2020-a-cervical-cancer-free-future-first-ever-global-commitment-to-eliminate-a-cancer

In questo contesto la LILT di Brescia invita tutte le donne a sottoporsi regolarmente al Pap-test ogni 3 anni, perché questo test permette di rilevare sia lesioni precancerose che lesioni cancerose al collo dell’utero; quando rilevate precocemente, anche le lesioni cancerose possono essere trattate.

 

https://youtu.be/O0kY7W9aWoQ